Il furetto

Mustela putorius furo, conosciuto comunemente come furetto, è un mammifero carnivoro appartenente alla famiglia dei mustelidi.
Il nome scientifico del furetto, Mustela putorius furo, significa “faina puzzolente ladra”, in riferimento al comportamento che lo porta a raccogliere e nascondere il cibo e all'odore intenso che emanano i soggetti non sterilizzati.



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Aspetto:

La lunghezza può variare dai 40 cm della femmina ai 60 cm del maschio, le femmine restano sempre più piccole dei maschi. 
Il peso varia tra i 500 grammi ed 1 kg della femmina e tra i 1,5 kg ed i 2 kg nel maschio. 
Come la maggioranza dei suoi parenti Mustelidi, il furetto ha un corpo molto allungato e flessuoso, con zampe corte. 
La colonna vertebrale è particolarmente flessibile e gli permette di muoversi agilmente all'indietro in spazi angusti. 
Il muso è appuntito, la testa triangolare, gli occhi vispi e rotondi. Ha una vista non molto sviluppata e olfatto molto fine. 
Le orecchie rotondeggianti e ricoperte di peluria poste ai lati del cranio. 
Il naso è rotondo e va da un colore rosa fino al nero a seconda della pigmentazione dei soggetti. 
La dentatura è tipica del carnivoro, molto sviluppata e tagliente, specie i canini ed è composta in totale da 34 denti. 
Collo lungo e resistente, interamente ricoperto di pelliccia; il pelo è formato da peli più lunghi e scuri ed un sottopelo più chiaro e sottile. 
La coda è lunga e folta, le zampe sono corte munite di cinque dita ciascuna. 
Un esemplare vive in media 7-10 anni.


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Denti:

La dentatura del furetto è composta da 34 denti: 6 incisivi superiori, 6 incisivi inferiori, 2 canini superiori e 2 inferiori, 6 premolari superiori, 6 premolari inferiori, 2 molari mascellari e 4 molari mandibolari. 
Il cucciolo di furetto presenta 30 denti provvisori che vengono cambiati intorno ai 50-70 giorni di vita nei denti definitivi.
Il furetto è un carnivoro obbligato e quindi un predatore: presenta canini atti ad afferrare la preda e denti premolari e molari foggiati per masticare la carne e triturare le ossa delle piccole prede.

Parametri vitali del furetto:

  • Temperatura corporea:
39°-40°

  • Frequenza respiratoria:

33-36 respiri/min.

  • Frequenza cardiaca: 

210-245 pulsazioni/min.

Questi dati possono variare a seconda: dell'età, dimensione, razza, allenamento, e grado di stress dell'animale al momento dell'esame.


Alimentazione:

Il furetto è un carnivoro puro
L'alimentazione è di fondamentale importanza per la salute del furetto
La carne è la fonte primaria di nutrimento del furetto, può essere quindi data tranquillamente e in abbondanza, anche carne cruda, ma è sempre meglio cuocerla per ridurre il rischio di contrarre malattie.



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Riproduzione:

La femmina va generalmente in calore con l'allungarsi delle giornate, in primavera. 
Il periodo fertile inizia solitamente a marzo e termina a settembre e si contraddistingue per il progressivo ingrossamento della vulva nella femmina e per l'ingrossamento dei testicoli nel maschio. 
Nella femmina l'ovulazione è stimolata dall'accoppiamento; se non avviene l'accoppiamento, l'estro dura per tutta la stagione riproduttiva, e cioè da marzo ad agosto-settembre. 

Durante tale periodo le ovaie continuano a produrre elevati livelli di estrogeni che permangono in circolo per mesi. 
La femmina può partorire dopo un periodo di gestazione di 42 giorni, da 1 a 12 piccoli, che nascono ciechi, sordi e privi di pelo.


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Odori sgradevoli:

Tutti i mustelidi come il furetto emanano un odore particolare dalle ghiandole anali che può essere poco gradevole. 
La sterilizzazione migliora in parte la situazione. 
Ma per una risoluzione completa del problema, si può ricorrere alla sacculectomia (rimozione chirurgica delle ghiandole anali). 


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Caratteristiche:

Il furetto è un predatore e manifesta questa sua caratteristica nella passione per l'esplorazione e la caccia, anche se ritualizzata nel gioco. 
I furetti dormono parecchie ore; possiamo dire che questi animali hanno due livelli di attività: o sono attivamente impegnati nel gioco, o dormono profondamente. 
Sono animali molto affettuosi, amano farsi coccolare dal proprietario e gli si affezionano come potrebbe fare un cane. 
Non sono in generale aggressivi, ma esistono sempre eccezioni alla regola. 
L'aggressività può dipendere dalla scarsa abitudine al contatto umano, nel caso ad esempio di animali che sono vissuti per diversi mesi in gabbia in un negozio, prima di essere venduti, ma in alcuni casi è di origine genetica (una “questione di carattere”). 
Nel primo caso con tempo, pazienza e un po' di stoicismo è possibile vincere la diffidenza del furetto, fargli perdere l'aggressività e renderlo docile e affettuoso; nel secondo caso le possibilità di una convivenza pacifica sono più ridotte. 
In generale, i furetti hanno un carattere adattabile; posti in un ambiente nuovo non si spaventano, ma corrono ad esplorarlo. Purtroppo, se scappano da casa tendono ad allontanarsi e a perdersi, senza fare più ritorno. 
I furetti vanno d'accordo molto bene con altri animali della propria specie, se abituati da piccoli. 
Da adulti la convivenza con altri soggetti richiede un certo periodo di tempo per permettere ad animali estranei di fare conoscenza e legare. 
Due furetti insieme moltiplicano il divertimento di starli ad osservare mentre giocano e si scatenano. 
Amano molto trovare luoghi un po' nascosti e portarci dentro oggetti. 
Per prendersi cura al meglio del furetto si potrebbero adottare i seguenti accorgimenti: per il cibo servono ciotole basse, larghe e pesanti, così il furetto non riesce a rovesciarle; per l'acqua al posto della ciotola è consigliabile il beverino a goccia, per farli imparare a fare i bisogni nella lettiera bisogna comprarne una angolare senza bordi; infine hanno bisogno che gli si taglino le unghie una volta al mese, utilizzando le forbicine per gatti e spazzolargli delicatamente il pelo con spazzole per furetti o cardatori per gatti.


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Storia:

Il furetto è un animale domestico a tutti gli effetti, frutto di una domesticazione che risale ad almeno due millenni fa. 
Il furetto può essere considerato una sottospecie della puzzola europea (Mustela putorius), dalla quale è iniziata la selezione, operata da greci e romani, che ha portato al furetto attuale. 
Lo scopo dell'addomesticamento era di sfruttare questi animali per la caccia, in particolare al coniglio, tradizione che è sopravvissuta in certe regioni fino ai giorni nostri. 
Il furetto è stato utilizzato a lungo per la caccia: grazie alla sua capacità di intrufolarsi nelle tane è stato scelto per far uscire dai nascondigli e dai cunicoli i conigli. 
Dovendo consentire la cattura dei conigli ma non “rovinare” la preda, dato che lo scopo principale era recuperare la pelliccia integra dell’animale, il furetto è stato nella storia educato ad aggredire, prendere ma non graffiare o mordere i suoi obiettivi di caccia.
Lo status di animale domestico del furetto è reso ufficiale da una dichiarazione dell'Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica (INFS, dal 2008 Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, ISPRA), che ha valore giuridico. 
Il furetto, abituato da secoli a dipendere dall'uomo, difficilmente sopravvive in natura
Abbandonare un furetto significa quasi certamente condannarlo alla morte.

Nella storia il furetto ha diverse celebri citazioni e rappresentazioni:

– Nel 450 a.C. Aristofane, commediografo, paragona il popolo de “Gli Acarnesi” ai furetti, che già venivano definiti ladri.

– Nel 6 a.C. Cesare Augusto invia i furetti in missione alle isole Baleari per controllare l’invasione di conigli.

– Secondo una leggenda del 1.200 circa, il celebre condottiero imperatore mongolo Genghis Kahn utilizzava i furetti nelle proprie battute di caccia.

– Nel 1.490 un furetto appare nel famoso “Dama con l’ermellino” del genio Leonardo da Vinci.

– Nel 1.525, un furetto compare nel dipinto “Elisabetta I di Inghilterra”. La regina possedeva come pets alcuni esemplari di furetti.

– Nel 1.800, sempre, in Inghilterra al furetto era stato riconosciuto dal popolo il potere di curare la pertosse: per questo l’animale doveva leccare il latte da una ciotola, infondendo la sua “cura” nel liquido, che sarebbe poi stato bevuto dal malato.


I furetti Marshall:

Negli USA, dove vivrebbero secondo le stime dell’American Ferrets Association circa 8-12 milioni di furetti come animali domestici, le pratiche di allevamento massivo hanno particolarmente artefatto l’indole di questo animale.


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Il furetto Marshall viene castrato e sghiandolato a solo poche settimane di vita: questo processo, utile alla commercializzazione, stravolge la sua formazione ormonale e ne compromette la salute
Questo tipo di allevamento e la selezione genetica, in un ottica di animale “giocattolo”, hanno reso quel “tipo” di furetto una creatura estremamente accondiscendente e remissiva, ma a caro prezzo per la sua indole e salute”.



In Italia 50 anni fa il furetto era quasi esclusivamente un animale da caccia. 
Adesso l’utilizzo del furetto nella caccia è limitatissimo ed in alcune zone anche vietato.
In Italia non c’è un allevamento massivo di furetti come in USA.
Fisicamente, grazie a selezioni meno manipolate ed alla sterilizzazione ormai quasi solo chimica e quindi non invasiva ed in età adulta, il furetto italiano/europeo risulta diverso da quello americano, è più massiccio come muscolatura e dimensione”.

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