Credenze popolari sul furetto visto erroneamente come animale selvatico e sanguinario

Uno dei più frequenti riguarda il suo status: il furetto è un animale esclusivamente  domestico, alla stregua del cane e del gatto, non esiste in natura, è una selezione dalla puzzola europea ad opera addirittura degli egizi; questo malinteso è però grave se si pensa che non di rado, nella convinzione di compiere un gesto sensato, persone li “liberano in natura”, magari nei boschi, andando così a condannarli a morte certa: sono infatti creature molto dipendenti dall'uomo e non sono in grado di sopravvivere a lungo in ambienti non protetti.


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Altro fraintedimento classico riguarda l’appartenenza di specie: il furetto è un mustelide, quindi un predatore ed un carnivoro obbligato.

Il suo aspetto lo rende però piuttosto somigliante ai roditori cui viene sovente accomunato; questo può causare seri errori di gestione, in quanto l’alimentazione tra le due specie è profondamente diversa: per dirla tutta, i roditori sarebbero pasti molto adatti per i mustelidi.

Rasentando poi le leggende metropolitane, c’è persino una diffusa convinzione che il furetto sia una creatura sanguinaria, accomunata alla sua selvatica cugina faina, tipicamente malvista soprattutto in ambiente contadino per le irruzioni nei pollai; si sentono imbarazzanti affermazioni sul suo succhiare il sangue e persino non è inusuale sentir dire che non bisogna fornirgli carne cruda perché questo gli stimolerebbe l’aggressività.

Ovviamente ciò è più che infondato: non solo fornire anche carne cruda ai furetti è pratica diffusa e corretta, ma soprattutto non è minimamente correlato ad eventuali problematiche caratteriali che si ottengono invece da un errato allevamento o da una non corretta gestione.

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